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29.03.2010 - Come cambia la profondita' di campo al variare della dimensione del sensore.
Profondita' di campo e sensori APS-C  
Cambia la profondita' di campo (PDC, o DOF = Depth Of Field in inglese) fotografando con un sensore di formato ridotto ?

La risposta' e' si': la PDC cambia e , in particolare, aumenta.

Ma vediamo perche'.

La profondita' di campo e' l'intervallo di distanze entro il quale la zona fotografata appare a fuoco all'occhio umano.

Dico "appare" perche' in realta' il piano di fuoco (quello i cui raggi di luce collimano diventando veramente puntiformi) e' uno solo ed e' situato ad una precisa distanza dal piano pellicola.

Tutti i piani di fuoco i cui punti stanno al di sotto di una certa dimensione (i famosi circoli di confusione), appaiono pero' a fuoco all'occhio umano.

L'insieme di questi piani, che sono adiacenti, si chiama appunto profondita' di campo.

Possiamo dire che la PDC percio' e' compresa tra due distanze, DL e DV, come si puo' vedere dalle seguenti formule [1]:









dove I e' l'iperfocale, S e' la distanza del soggetto dalla fotocamera ed F la lunghezza focale. La formula dell'iperfocale e' la seguente:







Dove f e' la lunghezza focale, N il diaframma e c il circolo di confusione.

Vediamo quindi come, a concorrere al calcolo della PDC ci sono il diaframma, la focale e la distanza dal soggetto.

Nelle formule non compaiono in alcun modo le dimensioni del sensore, dunque perche' la PDC dovrebbe cambiare se fotografo con un sensore in formato APS-C ?

Facciamo un esempio: supponiamo di voler fotografare due sposi con una Nikon D3, e di voler riempire il fotogramma con la loro figura, lasciando meno sfondo possibile, ma senza tagliarli.

Supponiamo anche di disporre di un obiettivo fisso, ad esempio un 85mm.

Per fare cio' ci metteremo ad un certa distanza, che e' giocoforza determinata dalla grandezza del soggetto, essendo la focale fissa.

Il parametro su cui possiamo giocare per scegliere di isolare il soggetto dallo sfondo e' quindi solamente il diaframma.

Scegliamo il diaframma e scattiamo.

Ora prendiamo una D300, ci montiamo lo stesso obiettivo e inquadriamo: scopriamo che gli sposi (ovviamente) non ci stanno e dobbiamo spostarci indietro finche' otterremo la stessa inquadratura.

Ed e' proprio qui che, inconsapevolmente, modifichiamo la PDC: allontanandoci, aumentiamo la distanza, dunque aumentiamo la profondita' di campo, che e' appunto direttamente proporzionale alla distanza, come si vede dalle formula (compare al numeratore come moltiplicatore).

Questo e' il motivo per cui le compatte e i cellulari, dotati di sensore molto piccolo, praticamente non consentono di isolare il soggetto dallo sfondo, ma di scattare solamente con tutta la scena a fuoco.

Possiamo ovviamente far diminuire la PDC (maggior isolamento del soggetto dallo sfondo, maggior tridimensionalita') aprendo il diaframma, ma rimane sempre vero che, a parita' diaframma, la PDC sara' inferiore su un pieno formato.

In particolare, un obiettivo alla sua massima apertura, montato su una fotocamera con sensore Full-Frame 24x36mm consentira' sempre minore PDC rispetto ad una fotocamera con sensore APS-C.





Note:

[1] Le formule della PDC sono tratte da:

http://it.wikipedia.org/wiki/Profondit%C3%A0_di_campo



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