Spostamento del Photokina a settembre, iperattivita' di Sony che sforna nuove reflex a pacchi e che stupisce infilando un sensore APS-C in una compatta (un esercizio tecnologico piu' che un reale successo di mercato, a mio avviso) e dall'altra parte relativa calma di Canon e Nikon che aspettano di vedere se le EVIL (le compatte senza specchio ad obiettivi intercambiabili) di Olympus e Panasonic replicheranno nel resto del mondo il successo che hanno saputo ottenere in Giappone.
Oppure Canon e Nikon, forti del loro duopolio sul mercato delle reflex, sperano che le EVIL facciano la fine delle bridge, un compromesso che ha conosciuto un breve momento di gloria solo perche' le reflex allora costavano di piu' ?
Diciamocelo chiaramente: oggi, una Nikon D3000 con il suo obiettivo da kit 18-55 costa meno della meta' di una Panasonic GF1 con il 14-42 e non ingombra certo molto di piu'. Ah si', non fa il video: allora per poco piu' della meta' prendete la sorellina maggiore, la D5000 che fa il video e che in piu' ha il display orientabile.
Questi sono i fatti: oggi una reflex entry-level, vuoi per la tecnologia consolidata, vuoi per l'economia dei grandi numeri, costa meno di una fotocamera senza specchio che vogliono farci credere sia il futuro.
Le Sony NEX: hanno lo stesso sensore delle reflex entry-level, e' vero, ma hanno anche la stessa ergonomia ? Assolutamente no: in quel piccolo corpo impossibile mettere tutti i tasti che servono senza ricorrere all'odiatissimo menu' (che dovrebbe essere usato solo regolare i parametri all'inizio di una sessione di scatto, non DURANTE). Senza contare l'autonomia molto piu' ridotta di una reflex che, giocoforza, puo' ospitare una batteria ben piu' capiente.
Ok, ma sulle NEX e sulle EVIL posso montarci il pancake e tenerle nel taschino. Obiezione respinta: intanto il peso e' tale che il taschino della camicia si rompe (per quello eventualmente ci sono le vere compatte che conosciamo tutti) e poi i pancake hanno il fastidioso effetto collaterale di costare come l'intero corpo di una reflex entry-level.
Tecniche di marketing dunque, studiate solo per invogliare gli utenti all'acquisto, non tecnologie che diano reali vantaggi.
Dopo la corsa ai megapixel che si e' fermata, dopo che gli ISO sono andati oltre i limiti di visione dell'occhio umano (i 102K ISO della D3S e della 1D Mark IV), cosa ci riserva dunque di realmente il futuro ?
Forse e' Canon, con la sua Wonder Camera che ci mette sulla buona strada, presentando un prototipo che invece di foto realizza una specie di mini-video ogni volta che scattiamo, dal quale si potra' estrarre una foto per ogni piano focale e in grado di far scegliere a posteriori la profondita' di campo.
Sara' dotata di un unico obiettivo che consentira' di fare dalla macro fino ai 5000 mm di focale equivalente, limitandosi ad acquisire la scena inquadrata e correggendo via software tutti i classici difetti degli obiettivi di oggi, siano essi distorsioni, aberrazioni ottiche o vignettatura.
Ecco le foto del prototipo:
http://www.engadget.com/2010/07/06/canon-wonder-camera-conce...
Canon si aspetta che ci vogliano ancora due decadi per farne un prodotto commercializzabile sui grandi numeri.
Il prossimo anno vedremo quindi piccole cose come l'apparizione del touch screen su molte reflex (piu' intuitivo per scegliere rapidamente il punto di messa a fuoco come avviene gia' oggi con l'iPhone e la Panasonic G2), miglioramento della velocita' di autofocus in modalita' video, schermi orientabili sulle reflex piu' adatte al video ed esordio di Canon 1Ds Mark IV e Sony A-1000 (o A1-R, se avra' il CMOS back-illuminated) che si vocifera supereranno i 30 megapixel.
Lunga vita alle reflex dunque: gia' oggi le migliori reflex hanno raggiunto livelli qualitativi che hanno messo fuori gioco il medio formato, tanto che una Mamiya ZD, per competere sul mercato, deve costare meno di una Nikon D3X.